Alla scoperte dei luoghi piu’ belli e nascosti della Toscana
31 Mag
La zona della Versilia, da sempre rinomata meta di turismo, si trova nella parte nord-occidentale della Toscana ed è compresa nella provincia di
Lucca. Della Versilia fanno parte i comuni di: Pietrasanta, detta “la piccola Atene della Versilia” a causa delle numerose ricchezze artistiche e culturali
che presenta; Forte dei Marmi, una delle più esclusive località marittime italiane, Seravezza e Stazzema, località caratterizzate dalla contemporanea vicinanza di mare e montagna; Camaiore, la più antica cittadina della Versilia; Massarosa e Viareggio, città famosa non solo per il mare ma anche per il suo Carnevale.
Questa terra che con il suo bellissimo litorale e le sue grandi ed ariose pinete rappresenta uno dei luoghi più belli di tutta la regione, si estende per circa 165 kmq, si affaccia sul mar Tirreno ed è delimitata a nord dalla foce del Cinquale, a sud dal lago di Massaciuccoli e a est dalla catena delle Alpi Apuane. Chiunque visiti la Versilia non rimarrà colpito solo dalla bellezza della sua riviera, ma anche dal suo entroterra, molto caratteristico grazie ai suoi borghi medievali e che spazia dagli ultimi lembi di Lunigiana fino alla città di Carrara, dove si possono ammirare le sue impressionanti cave di marmo.
La Versilia, non solo terra di mare e montagne, ha ospitato e tuttora ospita manifestazioni artistiche di grande fama ed offre un interessante panorama architettonico: le Pievi di Seravezza e Stazzema, “il Fortino” di Forte dei Marmi, le facciate in stile liberty di Viareggio; inoltre sempre in Versilia è possibile visitare la casa del grande poeta italiano Giosuè Carducci .
Per gli amanti della cucina toscana, la zona della Versilia presenta prodotti tipici quali il lardo di Colonnato, la mortadella di Cardoso, il prosciutto in bigoncio, ed anche vini come il Vermentino nero o il Candia bianco doc dei colli Apuani.
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1 Apr

A Pisa sul Lungarno Gambacorti sorge una piccola ma bellissima Chiesa edificata nel 1230 con nome Santa Maria Della Spina. Questo straordinario esempio di gotico pisano è meta dei tanti turisti che ogni giorno visitano Pisa non limitandosi solo al classico giro in Piazza del Duomo per vedere la Torre. Nella rapidità della visita pochi si soffermano un po’ più del solito davanti alla Chiesa della Spina e meno ancora sono quelli che si pongono domande sull’origine del nome di questa bellissima struttura architettonica.
A partire dal 1333 questa Chiesa custodì una straordinaria reliquia: una spina della corona di Cristo. Purtroppo oggi la reliquia non c’è più nella Chiesa devo dire che sono pochi anche gli abitanti di Pisa che sanno dove sia. La reliquia non ha fatto molta strada ed adesso si trova in una piccolissima Chiesa proprio di fronte al Duomo in prossimità dell’ospedale. La Chiesa si chiama Chiesa di S.Chiara. Vicino la reliquia è anche descritta la storia di questa e di come arrivò a Pisa in epoche passate.
31 Mar

Il complesso monumentale di San Galgano sorge circa 30 km ad Ovest di Siena, al confine con la provincia di Grosseto, fra Monticiano e Chiusino. Da qui passano due strade, la “Massetana” che collega Siena con il mare, attraversando Massa Marittima la “Strada Maremmana” che unisce il centro della Toscana con Grosseto.
La vita di Galgano è circondata dal mistero, si confonde con la leggenda, ed è essa stessa leggenda. Non esistono documenti contemporanei e tutto quello che si sa di lui deriva da biografie successive. Tutto è presunto, anche la sua esistenza e le sue reliquie, mentre ne è certo il culto e gli edifici sacri a lui dedicati: la Rotonda che custodisce la spada infissa nella roccia e l’abbazia i cui resti grandiosi testimoniano l’importanza e la diffusione del suo culto.
San Galgano nacque probabilmente nel 1148 a Chiusdino, ora in provincia di Siena, da Guidotto e Dionigia, in una famiglia della piccola nobiltà locale, e morì il 3 dicembre 1181, giorno della celebrazione liturgica (alcuni autori indicano come data della morte il 30 novembre 1180).
La leggenda racconta di lui come di un guerriero violento e lussurioso, ma durante il suo cammino ebbe due visioni di San Michele Arcangelo che lo convertirono rapidamente in uomo spirituale e di Chiesa trasformandosi in un Cavaliere di Dio. Durante la conversione infila la sua spada in una roccia come segno della fine di ciò che era stato.
Diventato eremita costruisce poi un romitorio e conduce una vita di meditazione e preghiera fino al giorno in cui la voce di Dio, in una luce immensa, gli annuncia la sua morte. Galgano muore appoggiato alla sua spada: finisce la sua vita terrena, ma continua la sua leggenda.
Quattro anni dopo la sua morte, papa Lucio III lo proclama santo, dopo che una apposita commissione, diretta dal cardinale Conrad di Wittelsbach, ha condotto la relativa inchiesta.
Vicino alla Cappella con la spada nella roccia si trova ciò che resta dell’Abbazia di San Galgano, iniziata a costruire intorno al 1212 e in pieno stile gotico è oramai semi distrutta, ma proprio questo però le da un fascino del tutto particolare.
L’intero complesso sorge in mezzo al verde nella tipica campagna toscana e si presta bene anche a gite di un giorno con pranzo al sacco.
