Luoghi Segreti Della Toscana

Alla scoperte dei luoghi piu’ belli e nascosti della Toscana

Archive for Marzo, 2008

Bolgheri

“Davanti a San Guido” di Giosuè Carducci

I cipressi che a Bòlgheri alti e schietti
Van da San Guido in duplice filar,
Quasi in corsa giganti giovinetti
Mi balzarono incontro e mi guardar.

Mi riconobbero, e “Ben torni omai”
Bisbigliaron vèr’ me co ‘l capo chino
“Perché non scendi? Perché non ristai?
Fresca è la sera e a te noto il cammino.

Oh sièditi a le nostre ombre odorate
Ove soffia dal mare il maestrale:
Ira non ti serbiam de le sassate
Tue d’una volta: oh non facean già male!

Nidi portiamo ancor di rusignoli:
Deh perché fuggi rapido così?
Le passere la sera intreccian voli
A noi d’intorno ancora. Oh resta qui!”

“Bei cipressetti, cipressetti miei,
Fedeli amici d’un tempo migliore,
Oh di che cuor con voi mi resterei”
Guardando lor rispondeva, “oh di che cuore!

Ma, cipressetti miei, lasciatem’ire:
Or non è più quel tempo e quell’età.
Se voi sapeste!… Via, non fo per dire,
Ma oggi sono una celebrità.

E so legger di greco e di latino,
E scrivo e scrivo, e ho molte altre virtù:
Non son più, cipressetti, un birichino,
E sassi in specie non ne tiro più.

E massime a le piante”. Un mormorio
Pe’ dubitanti vertici ondeggiò
E il dì cadente con un ghigno pio
Tra i verdi cupi roseo brillò.

Intesi allora che i cipressi e il sole
Una gentil pietade avean di me,
E presto il mormorio si fe’ parole:
“Ben lo sappiamo: un pover uom tu se’.

Ben lo sappiamo, e il vento ce lo disse
Che rapisce de gli uomini i sospir,
Come dentro al tuo petto eterne risse
Ardon che tu né sai né puoi lenir.[…]

Bolgheri è una frazione del comune di Castagneto Carducci che si trova pochi chilometri a nord-ovest rispetto al capoluogo. Sorge al centro della Maremma livornese, sulle ultime propaggini delle Colline Metallifere.

Il caratteristico borgo si è sviluppato attorno al castello medievale che sorge su una modesta altura raggiungibile attraverso il suggestivo “Viale dei Cipressi”, strada lunga quasi 4 km che ha inizio a valle sulla Via Aurelia proprio dinanzi al settecentesco Oratorio di San Guido: il luogo è stato reso celebre dai versi di Giosuè Carducci nella poesia “Davanti a San Guido” (1874).

All’interno del paesino troverete alcuni ottimi ristoranti dove potrete degustare del buon vino, crostini e piatti tipici toscani. ( Vi consiglio di assaggiare il cinghiale )

Poco distante dal paese facendo una breve passeggiata nel verde troverete un piccolo cimitero antico dove un simpatico signore del comune vi spiegherà con gioia la storia di Bolgheri e del suo cimitero.

Andare a Bolgheri è come fare un viaggio nel tempo tra poesia, storia, leggende e tanta natura…

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  • San Galgano

    Il complesso monumentale di San Galgano sorge circa 30 km ad Ovest di Siena, al confine con la provincia di Grosseto, fra Monticiano e Chiusino. Da qui passano due strade, la “Massetana” che collega Siena con il mare, attraversando Massa Marittima la “Strada Maremmana” che unisce il centro della Toscana con Grosseto.

    La vita di Galgano è circondata dal mistero, si confonde con la leggenda, ed è essa stessa leggenda. Non esistono documenti contemporanei e tutto quello che si sa di lui deriva da biografie successive. Tutto è presunto, anche la sua esistenza e le sue reliquie, mentre ne è certo il culto e gli edifici sacri a lui dedicati: la Rotonda che custodisce la spada infissa nella roccia e l’abbazia i cui resti grandiosi testimoniano l’importanza e la diffusione del suo culto.

    San Galgano nacque probabilmente nel 1148 a Chiusdino, ora in provincia di Siena, da Guidotto e Dionigia, in una famiglia della piccola nobiltà locale, e morì il 3 dicembre 1181, giorno della celebrazione liturgica (alcuni autori indicano come data della morte il 30 novembre 1180).

    La leggenda racconta di lui come di un guerriero violento e lussurioso, ma durante il suo cammino ebbe due visioni di San Michele Arcangelo che lo convertirono rapidamente in uomo spirituale e di Chiesa trasformandosi in un Cavaliere di Dio. Durante la conversione infila la sua spada in una roccia come segno della fine di ciò che era stato.

    Diventato eremita costruisce poi un romitorio e conduce una vita di meditazione e preghiera fino al giorno in cui la voce di Dio, in una luce immensa, gli annuncia la sua morte. Galgano muore appoggiato alla sua spada: finisce la sua vita terrena, ma continua la sua leggenda.

    Quattro anni dopo la sua morte, papa Lucio III lo proclama santo, dopo che una apposita commissione, diretta dal cardinale Conrad di Wittelsbach, ha condotto la relativa inchiesta.

    Vicino alla Cappella con la spada nella roccia si trova ciò che resta dell’Abbazia di San Galgano, iniziata a costruire intorno al 1212 e in pieno stile gotico è oramai semi distrutta, ma proprio questo però le da un fascino del tutto particolare.

    L’intero complesso sorge in mezzo al verde nella tipica campagna toscana e si presta bene anche a gite di un giorno con pranzo al sacco.

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  • Filed under: San Galgano
  • La Toscana

    Una storia antica, ricca di testimonianze, e una natura incantevole fatta da molti tipi di paesaggi che si alternano fra loro, fanno della Toscana una delle regioni più suggestive del Bel Paese. La Toscana, infatti, è una delle regioni che più armonicamente uniscono la bellezza della natura all’immenso patrimonio culturale e artistico che fa delle sue città veri e propri musei all’aperto.
    La città più bella e più importante, nonchè capoluogo della stessa Toscana, è Firenze che fu anche la capitale del Regno d’Italia negli anni 1865-1870. Città culla del Rinascimento e che, come tale, è una delle città con il maggior numero di opere d’arte del mondo. Opere come la splendida cupola del Brunelleschi della chiesa di S.Maria del fiore, simbolo indiscusso della città, la straordinaria statua del David di Michelangelo, la cappella Brancacci di Masaccio, il campanile di Giotto richiamano ogni anno milioni di visitatori da tutto il mondo. Inoltre, a Firenze, è d’obbligo visitare la galleria degli Uffizzi e il museo del bargello dove all’interno si possono vedere capolavori dei più grandi maestri del Rinascimento, come L’Annunciazione e L’Adorazione dei Magi di Leonardo; La Primavera e La Nascita di Venere di Raffaello; il San Giorgio e il David di Donatello. Dopo ciò gli amanti dell’arte devono assolutamente visitare l’affascinante piazza dei miracoli, a Pisa, un’altra città importante della Toscana, dove accanto al Duomo e al Battistero vedranno la famosissima Torre pendente di Pisa. Un’altra magnifica città della Toscana è Siena, famosa non solo per la sua struttura di città medioevale, ma anche per il celebre Palio (una corsa di cavalli montati senza sella) che due volte l’anno, il 2 luglio e il 16 agosto, si corre nella Piazza del Campo come vuole un’antica tradizione della città. Famosa in tutto il mondo per le sue 14 torri, San Gimignano è anche questa una delle tappe essenziali per chi decide di visitare la Toscana oltre Volterra, che è importante per le numerose testimonianze della civiltà etrusca e del periodo medievale, e Lucca, che è una delle poche città della Toscana che ancora oggi conserva intatte le mura di cinta che non furono mai usate per difesa. Oggi, a Lucca, è possibile ammirare il Palazzo della Signoria, la chiesa dei Santi Giovanni e Reparata e piazza San Martino dove si trova il Duomo dedicato a San Martino Immancabile è anche la visita di Pienza, piccola città nel cuore della Toscana costruita ai piedi del
    monte Amiata, che prende il nome da papa Pio II che nel 1459 costruì la piazza di questa città ex novo per creare la propria città ideale.

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  • Monteriggioni

    Procedendo in direzione Siena sulla superstrada Firenze-Siena a pochi chilometri da questa si scorge sulla destra, sopra un piccolo colle un grazioso paesino medievale, Monteriggioni.

    Monteriggioni conserva ancora intatta tutta la sua storia, la cinta muraria e le torri per la difesa della città sono ancora integre e ben conservate e l’assenza di case a ridosso delle mura liberano la bellezza di questo posto facendo fare un salto a ritroso nel tempo a chiunque si fermi a contemplarla. Questa città-fortezza venne edificata dalla repubblica di Siena intorno al 1213 e serviva come sbarramento conto i continui attacchi dei fiorentini, nel corso dei secoli fu al centro di numerose dispute e sanguinose battaglie.

    Per sei giorni nel corso di mese di luglio, si volge a Monteriggioni una straordinaria festa medioevale, il paese viene presidiato da guardie vestite con uniformi del ‘200 e il paese si apre ai mercanti.

    Sembra che in quei giorni si torni in dietro nel tempo a metà del 1200 quando Monteriggioni era non solo un castello con una guarnigione, era anche un borgo dove si svolgeva la vita di tutti i giorni.

    Fuori dalle mura si accampano i soldati nemici, all’interno si trovano cantastorie, giullari, musicisti con straordinari strumenti fedelmente ricostruiti. Non mancano luoghi di ristorazione con piatti tipici medioevali.

    Tutto è ricostruito fedelmente, persino la moneta è quella dell’epoca, prima di entrare in paese bisogna infatti cambiare gli euro con gli scudi di monteriggioni.

    Insomma un’esperienza al limite del fiabesco assolutamente da tenere in considerazione se si intende passare da queste parti. All’interno del paese vi sono anche bellissimi alberghi sempre in stile antico per trascorrere una nottata romantica e indimenticabile.

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